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Largo Consumo - 4/2007

Consumi: nel 2006 sono tornati a crescere del 1,2% (la gdo del 2%). Nel mese di dicembre il balzo pił grande.

Anche per il settore del commercio al dettaglio , dopo un periodo segnato da chiare incertezze e difficoltà contingenti, c’è finalmente un dato positivo: i dati 2006 elaborati e resi noti dall’Istat rivelano un incoraggiante aumento del livello delle vendite pari all’1,2% rispetto al 2005 e, se si considera il solo mese di dicembre, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,9%. Si tratta del maggiore incremento registrato negli ultimi tre anni e ciò non può che essere considerato un evidente dato significativo, che sembra confermare l’entrata del nostro Paese in una fase di ripresa economica. In questo nuovo scenario, sono comunque le insegne della grande distribuzione organizzata a conseguire il maggior successo in termini commerciali, ottenendo un incremento delle vendite pari al 2%. I dati registrati dall’Istituto centrale di statistica rivelano, in particolare, una positiva inversione di tendenza per le vendite sia di prodotti alimentari (+0,8%) che di prodotti non alimentari (+0,9%). L’articolo "Il retail torna a crescere" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Consumi e nuovi bisogni: nomadismo urbano, domanda di servizi nel pdv, personalizzazione dell’offerta sono solo alcuni dei trend studiati dai marketer negli ultimi anni.

Nello scenario che caratterizza il mondo dei consumi e dei rispettivi protagonisti, attenti analisti del settore del trade individuano, allo stesso tempo, sia alcune sostanziali trasformazioni sia un significativo dinamismo nelle motivazioni e nei bisogni che spingono il popolo dei clienti verso le proprie esperienze d’acquisto. Nell’epoca della marcata competizione tra le imprese, indotta dall’ineluttabile processo di globalizzazione, in particolare, per gli attori del retail, sintonizzare la propria offerta complessiva con i nuovi, emergenti e sempre meno latenti bisogni dei consumatori non può che rappresentare un valido, quanto efficace approccio di tipo strategico diretto allo sviluppo del proprio business. Di queste novità si è ampiamente discusso in occasione dell’evento “Third european channels conference", presso il Gottlieb Duttweiler institut (Gdi), a Ruschlikon, a pochi chilometri da Zurigo. Il nuovo consumatore è un soggetto particolarmente attento alle novità, verso le quali indirizza la propria effettiva esperienza d’acquisto se vi ravvisa una concreta risposta a un suo bisogno nuovo, strettamente collegato al suo stile di vita. L’articolo "Nuovi bisogni per un nuovo business" è su Largo Consumo 04/07. Case History: Nextplora, Didasco Comunicazione , Gfk IHA . Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Patate: L’Italia è deficitaria di 2-400.000 tonnellate all’anno. Dalle nostre varietà autoctone una opportunità competitiva?

Come rilevato dai Quaderni della ricerca della Regione Lombardia relativi alla “Sperimentazione orticola in Lombardia nell’anno 2005" permane per il settore delle patate una situazione di quasi totale dipendenza dall’estero (da Olanda e Germania in primis), sia per la ricerca di nuove varietà sia per la produzione di tuberi seme. Ne risulta che le varietà di patate proposte in Italia, essendo sperimentate in climi nordici e diversi dal nostro, non sempre rispondono in modo adeguato alle esigenze locali, mentre il costo del seme incide sui costi totali sostenuti dal produttore per un notevole 30%. Oggi pare essersi avviato un processo di graduale controtendenza in questo senso. I dati Istat per il periodo 2002-2005 segnalano una contrazione nell’acquisto di patate da semina straniere che passano da 104.034.357 kg nel 2002 a 82.110.130 nel 2005. La pataticoltura italiana ha ancora un enorme potenziale da sviluppare sia in termini di varietà da sperimentare, da recuperare, ma anche di superfici da sfruttare. L’articolo "Profitto con promozione" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Orticoltura . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1.

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Franchising: L’internazionalizzazione di un concept deve sempre tenere presente peculiarità del luogo e il cambiamento del sentiment dei consumatori.

Internazionazionalizzare un sistema di franchising significa in primo luogo ridefinire la formula in modo da comprendere quali parti del modello mantenere “immutabili" nello spazio-tempo e quali parti sono eventualmente riadattabili alla realtà locale. I sistemi commerciali in franchising rispondono come tutti alla logica della catena del valore e, più di altri, del carattere di essenzialità o non essenzialità dei singoli elementi del sistema. Occorre dunque in primo luogo ripensare il modello di business per individuarne gli elementi realmente in grado di creare valore: immagine, organizzazione della franchise, organizzazione della rete, offerta, sistema formativo, macchinari e/o brevetti, sistema di recuiting e di empowerment dei franchisee, comportamento organizzativo degli addetti, ricerca di marketing e di prodotto, politica commerciale, politica di comunicazione, politica dell’esclusiva di zona, ecc.; non tutti gli elementi che compongono un sistema commerciale in franchising sono determinanti per creare valore, dunque vanno individuati quelli “portanti" per definire il nucleo inviolabile del sistema, e programmare la revisione e sperimentazione dei restanti elementi nei diversi Paesi in cui si approderà. L’articolo "Come si esporta una franchise" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorsi di lettura correlati: Franchising , Internazionalizzazione del retail . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Internazionalizzazione del retail: nel 2003 i ricavi dei primi 10 player internazionali ha toccato il 29% del totale sviluppato dai top 200 competitor, come spiega nel suo libro Gaetano Aiello.

Nel contesto competitivo innestato dal fenomeno dell’internazionalizzazione, il comparto della distribuzione al dettaglio non è stato oggetto di studi approfonditi, così come è invece avvenuto per i settori industriale e dei servizi finanziari. Questa in sintesi la premessa del volume “L’internazionalizzazione delle imprese al dettaglio" di Gaetano Aiello, professore straordinario di economia e gestione delle imprese presso la facoltà di Economia dell’Università di Firenze, edito da Franco Angeli. Secondo l’autore non è possibile cogliere nella loro interezza le nuove sfide del mercato globale senza comprendere le dinamiche del commercio moderno e dei suoi protagonisti. Il comparto è infatti presidiato da colossi multinazionali, la cui dimensione ed estensione territoriale li pone nella posizione di condizionare lo sviluppo economico di interi Paesi. Nel 2003 il fatturato dei primi 10 player internazionali ha toccato il 29% del totale sviluppato dai 200 principali competitor su scala mondiale. Altrettanto significativo l’incremento delle reti di vendita, finalizzato all’aumento delle economie di scala sui versanti degli approvvigionamenti, del marketing, della logistica e dell’information technology. L’articolo "Il dettaglio si fa internazionale" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Internazionalizzazione del retail . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo .

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Ristorazione collettiva: Sicurezza alimentare, varietà e flessibilità del servizio. Richieste crescenti cui i fornitori non sempre riescono a commisurare i prezzi.

I dati in merito al mercato della ristorazione collettiva parlano chiaro: una realtà stagnante in continuo peggioramento, a cui si aggiungono oggi caratteristiche negative quali l’infedeltà, l’instabilità, la scarsa propensione alla spesa e margini di vendita sempre più ridotti. Le remunerazioni, in particolare nell’offerta alle amministrazioni pubbliche (scuola e sanità), non sono adeguate ai servizi richiesti. Le esigenze sono sempre maggiori: dalla sicurezza dei pasti alla qualità delle derrate, dagli investimenti nelle infrastrutture e nelle tecnologie, fino all’organizzazione di giornate alimentari. Tutto ciò però non è bilanciato da parte dei committenti da adeguate analisi economiche, in grado di riequilibrare il rapporto fra costi/prezzi e prestazioni. A questo si aggiungono tempi di pagamento sempre più dilazionati. L’articolo "Il pasto è servito" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Ristorazione commerciale . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Cash & Carry: Volantini, cataloghi, card, iniziative ad hoc: diversi gli strumenti promozionali utilizzati dal canale in relazione ai propri obiettivi.

La comunicazione nelle sue diverse forme ha assunto un ruolo sempre più centrale nel rapporto tra canale di vendita e consumatore finale. Le peculiarità del cash and carry analizzate da Paolo Lenci nel libro “Cash and Carry. Una formula distributiva di successo" si riflettono anche sulla componente comunicativa, caratterizzandone gli aspetti concettuali e operativi. L’autore individua nella comunicazione del cash and carry due espressioni sostanzialmente distinte ma ugualmente determinanti, vale a dire esterna ed interna al punto di vendita. La prima, rivolta al domicilio o all’esercizio commerciale del cliente, ha il duplice obiettivo di coinvolgere l’utenza potenziale portandola a conoscenza dell’offerta complessiva e di rinsaldare il legame di fedeltà con la clientela esistente. In questo caso, lo strumento ritenuto più idoneo è il volantino promozionale. Su questo punto, la novità principale sottolineata da Lenci è la trasformazione del volantino non tanto nel contenuto quanto nelle sue modalità comunicazionali. L’articolo "Il cash and carry si mette in comunicazione" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorsi di lettura correlati: Canale cash and carry , Promozioni, fidelizzazione del cliente, direct marketing . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Prodotti tipici: L’Italia è l’unica realtà al mondo a offrire 155 prodotti dop e igp, 357 vini doc e docg, 4.100 prodotti tradizionali. Coldiretti ha censito 48.637 aziende agricole.

L’Italia è l’unica realtà al mondo a offrire 155 prodotti dop e igp, 357 vini doc e docg, 4.100 prodotti tradizionali censiti dalle Regioni che il consumatore o il turista può acquistare nelle circa 50.000 imprese agricole con vendita diretta, ma anche nelle città del vino (546 comuni), dell’olio (284), del biologico (60) e del pane (42) o lungo le 135 strade del vino e dei sapori distribuite su tutto il territorio nazionale. I dati raccolti nel primo rapporto Coldiretti-Agri 2000 sull’enogastronomia territoriale delle regioni sulla vendita diretta in campagna hanno permesso di individuare in Italia, alla fine del 2005, la presenza di 48.637 aziende agricole. L’incidenza delle aziende con vendita diretta sul totale per area geografica è maggiore nel Nord-Ovest (8%) e al Centro (circa 6%), mentre nel Nord-Est e al Sud le aziende con vendita diretta si attestano attorno al 4%. L’articolo "Dalla fattoria alla tavola" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Le politiche di valorizzazione e tutela dei prodotti alimentari tipici . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, Tab3 .

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Packaging: verso film plastici con migliori rese ottiche, meccaniche, di saldabilità e permeabilità ai gas. Il progetto Inopack confronta i prodotto in commercio.

Il cambiamento dei sistemi distributivi, i nuovi stili, la sempre maggiore disponibilità di alimenti freschi e pronti al consumo hanno determinato la richiesta di sistemi di imballaggio sempre più performanti. È sempre più ampia, poi, la gamma di prodotti freschi confezionati disponili sugli scaffali delle moderne superfici di vendita, dagli ortaggi di IV gamma, alle paste fresche in atmosfera modificata, dai formaggi sottovuoto ai salumi precotti a lunga conservazione. Di tutte queste esigenze deve tenere conto l’industria degli imballaggi. In questa direzione si è mosso il progetto Inopack, promosso dalla Regione Lombardia, che ha visto la collaborazione di enti di ricerca – l’Istituto per lo studio delle macromolecole (Ismac) del Cnr, il Dipartimento di chimica e chimica industriale dell’Università degli Studi di Genova e il Dipartimento di scienze e tecnologie alimentari e microbiologiche (Distam) dell’Università degli Studi di Milano – e realtà produttive (Industria termoplastica pavese). A partire dall’analisi delle esigenze e dei problemi dell’imballaggio alimentare sono stati progettati, sintetizzati e caratterizzati nuovi copolimeri, con cui sono state realizzate delle miscele impiegate per la produzione di film plastici innovativi, le cui proprietà sono state testate e confrontate con quelle dei prodotti commerciali. L’articolo "Nuove promesse dai polimeri" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Imballaggio di prodotto . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Olio di oliva: Gode ormai della celebrazione mediatica in Italia e all’estero, ma un’indagine Astra mette a nudo alcuni luoghi comuni dei consumatori.

Da una ricerca realizzata da Astra Ricerche per conto dell’Osservatorio Bertolli “Il gusto del benessere" del giugno 2006 emerge che la maggioranza degli italiani appare poco informata sugli oli di oliva, dimostrando di non riuscire a superare alcune errate convinzioni, frutto di pregiudizi e luoghi comuni. Il quadro generale, è giusto ribadirlo, non è a tinte fosche. Dai risultati emersi solo il 13% degli abitanti, dai 15 anni in su, sarebbe promosso a pieni voti, il 35% passerebbe con sufficiente, mentre il 46% sarebbe rimandato e il 7% verrebbe addirittura implacabilmente bocciato perché non in grado di fornire risposte esatte. La questione è la seguente: esiste una vera cultura dell’olio in Italia? La risposta è scontata: non esiste; forse in futuro qualcosa potrà migliorare, ma con ogni probabilità non ci si può attendere una conoscenza piena e completa nemmeno su altri alimenti. Secondo Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche, l’olio extravergine di oliva è conosciuto senza incertezze dall’88% degli ultra 14enni. L’articolo "Quando il vergine è troppo extra" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Olio di oliva . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Gra1, Gra2, Gra3.

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Alimenti etnici: La gdo concentra il 51,7% delle vendite, il canale specializzato il 34,2%. Una ricerca Consulmarketing traccia il profilo del comparto.

Il mercato (2005) dei cibi etnici è segmentabile a seconda della tipologia di provenienza tipica del prodotto : i cibi orientali hanno registrato vendite complessive (retail e horeca) di circa 130,7 milioni di euro sell in, seguiti dai cibi messicani con 101,5 milioni di euro; viene poi una serie lunghissima di altre tipologie, per circa 43 milioni di euro, per un totale di mercato di circa 275 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedete del 9,6%. Anche la gdo alimentare, all’inizio un po’ restia a mettere a disposizioni spazi nei propri punti di vendita, oggi crede molto in questo segmento di mercato; l’incidenza di questo canale nella distribuzione di cibi etnici è cresciuto costantemente fino a raggiungere nel 2006 il 51,7%; in flessione il dettaglio tradizionale e specializzato (34,2%) mentre stabili sono le vendite tramite le catene di hard discount (9,9%). Nella grande distribuzione alimentare periodicamente vengono allestiti dei corner dedicati ai cibi etnici con promozioni locali; il tasso di rotazione sugli scaffali ha ormai quasi raggiunto i livelli dei cibi tradizionali, come pasta e riso. L’articolo "Un piatto sempre più esotico" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Gra1, Tab1, Gra2, Gra3.

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Acqua: Il nostro Paese ha la leadership mondiale dei consumi, con 185 l/pro capite. Ma i marchi sono parecchi, più d’uno nella stessa casa.

Si conferma anche per il 2006 la leadership mondiale dell’Italia per quanto concerne i consumi pro capite di acqua minerale. Il nostro Paese è infatti in assoluto il più grande consumatore di acqua minerale del mondo con un consumo pro capite di 185 litri l’anno. Il mercato mondiale di acqua in bottiglia riguarda un volume annuale di 149 miliardi di litri, che corrisponde a una media di 24,8 litri di acqua in bottiglia bevuti annualmente a persona. L’articolo "Le minerali alla prova del ricordo" è su Largo Consumo 04/07. Case History: San Benedetto , San Pellegrino – Acqua Panna e Guzzini , Norda . Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Acque: produzione e consumo . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Gra1, Gra2, Tab1, Tab2, Tab3.

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Giovani: Gli adolescenti sono un target corteggiato dalle aziende mass market. Passano il tempo libero alle feste (76%), al cinema (79%) e nei fast food (54%).

Il segmento dei ragazzi dai 5 ai 18 anni (in Italia ha una consistenza di circa 7,7 milioni di individui) si conferma come un target di assoluto interesse sia per il marketing che per la comunicazione. Soprattutto perché costituisce un mercato in netta crescita (in particolare nel settore non-food), ma anche perché le opinioni dei più giovani hanno il potere di influenzare in modo decisivo le decisioni di acquisto di tutta la famiglia. Oggi i mezzi digitali sono usatissimi dai giovani: il 9% in Italia ha un blog attivo e nel segmento 14-24 anni un giovane su quattro partecipa a forum o a chat. Per gli over 14 anni il tempo libero si arricchisce delle uscite serali: il 71% del campione dichiara di uscire almeno una volta la settimana e tra i luoghi preferiti troviamo la pizzeria, il pub, ma anche la casa di amici. I 14-18enni hanno inoltre dichiarato che nell’ultimo anno sono andati al cinema o a feste di amici (76%), hanno frequentato un fast food (54%), sono stati in un parco giochi/luna park (26%), hanno visitato musei/mostre (21%) e monumenti (18%). L’articolo "Un marketing molto giovane" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, Tab3.

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Avicoli: Dall’aviaria alla salmonella, raramente le patologie aviarie sono pericolose per l’uomo e poche resistono alla cottura e ai controlli.

Nel 2005 e nei primi mesi del 2006 il settore avicolo è stato travolto dalla psicosi dell’influenza aviaria , che ha provocato danni pesanti agli allevamenti. Tutto ciò, senza rischio reale per la salute pubblica: nessun capo d’allevamento italiano è stato colpito dall’influenza e le possibilità di trasmissione all’uomo sono nulle. Il sistema avicolo italiano è strutturato in modo da tutelare la salute degli animali e, di conseguenza, anche degli operatori e dei consumatori. Le principali patologie che colpiscono l’allevamento avicolo sono di origine virale, seguite da quelle batteriche e quelle causate da protozoi, parassiti e funghi. Le principali armi di difesa rimangono la prevenzione e la vaccinazione. L’articolo "Patologie avicole a basso rischio" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorsi di lettura correlati: Carni avicole e uova , Sicurezza, certificazione e tracciabilità della filiera agroalimentare . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, Tab3.

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Analisi sensoriale: In un prodotto sono importanti, oltre al gusto, una serie di variabili reologiche: la consistenza, la croccantezza, la palatabilità. Ecco un caso di studio.

La misura delle proprietà reologiche e meccaniche degli alimenti, e in particolare, della “texture", risulta determinante ai fini dello sviluppo dei prodotti, della progettazione degli impianti di processo e dell’assicurazione della qualità. In genere i metodi reometrici si basano sull’applicazione di uno sforzo ai contorni solidi e nella successiva misura della deformazione (e della velocità di deformazione) che si realizza, o, viceversa, nell’applicazione di una deformazione con una certa velocità e nella misura di uno sforzo. I valori misurati generano successivamente delle equazioni la cui bontà si esprime attraverso il “fitting" dei dati sperimentali. Poiché per numerosi prodotti risulta fondamentale ai fini dell’accettabilità da parte del consumatore, il contributo offerto dai parametri texturometrici, a tal fine sono stati messi a punto dei test sugli alimenti con i quali poter trarre considerazioni strategiche su parametri quali consistenza, croccantezza, fratturabilità, elasticità, sofficità, coesività, masticabilità e sulle loro relazioni con la percezione sensoriale e la preferenza del consumatore. L’articolo "La consistenza del prodotto sotto esame" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorso di lettura correlato: Analisi sensoriale . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Imballaggi: Tanti prodotti utilizzano acciaio e alluminio per le confezioni. In Italia, i consorzi sorti per riciciclarli raccolgono 365.000 tnl.

Si valuta che il consumo mondiale di imballaggi in metallo rappresenti il 16% circa dell’utilizzo globale. Negli ultimi 10 anni in tutti i Paesi industrializzati, Italia compresa, gli imballaggi metallici sono stati oggetto di un’intensa attività di recupero e riciclaggio a fine ciclo di vita. I rifiuti di imballaggio in acciaio, dopo appropriati trattamenti, diventano materie prime secondarie costituite da rottami ferrosi anche se con una quota relativamente modesta (2% circa). Il recupero e il conseguente riciclo degli imballaggi in acciaio è quindi non solo un dovere etico ambientale, ma anche un’opportunità economica. In questo il Consorzio Nazionale Acciaio è intervenuto in una linea di supporto alla logica di mercato, utilizzando e orientando le strutture esistenti per incrementare le quantità di imballaggi in acciaio trattate e rimuovere gli ostacoli tecnologici al riciclo. Dall’anno di costituzione, il 1997, il Consorzio ha raggiunto significativi risultati: le quantità di imballaggi avviate al riciclo sono passate da 27.000 tonnellate nel 1998 a 365.000 tonnellate nel 2006. L’articolo "La seconda vita dei metalli" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Per approfondimenti digita: "Pianeta rifiuti" . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Risparmio energetico: È una proprietà per le imprese del commercio, sia a causa della legge, sia per la disponibilità di programma di incentivazione.

Il risparmio energetico nella grande distribuzione e nel settore del largo consumo è una priorità. Oltre a esserci una normativa regionale, nazionale e europea a cui attenersi, ci sono anche dei programmi di incentivazione per l’individuazione e l’applicazione di misure atte a implementare sistemi di risparmio energetico all’interno di strutture della gdo. Sono già in atto anche progetti pilota in Italia in realtà anche locali. Per esempio “Le linee guida per la gestione ambientale e responsabile di strutture commerciali e di distribuzione di media e grande dimensione" che favoriscono politiche volte ad individuare e incentivare interventi di gestione sostenibile e di risparmio energetico nel settore edilizio e nelle strutture della grande distribuzione; il progetto Prep (Piano per il risparmio energetico di Pavia) che ha analizzato il settore della grande distribuzione, prevede degli audit energetici, delle linee guida volte all’uso razionale dell’energia e all’incentivazione di azioni strategiche possibili, di studi di fattibilità per individuare possibili azioni correttive nei confronti dello sviluppo dei consumi energetici. L’articolo "Grandi superfici ad alta efficienza" è su Largo Consumo 04/07. Elenco dei Citati nell’articolo . Percorsi di lettura correlati: Etica e Imprese nel largo consumo: Il comportamento socialmente responsabile delle imprese del largo consumo , Energia: fonti, consumo ed effetti ambientali . Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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